Le Dolomiti raccontano

fiori primaverili

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Orchidea sambucina (Dactylorhiza sambucina)

Tra la metà di aprile ed i primi di luglio fiorisce, localmente in maniera abbondante, l’orchidea sambucina (Dactylorhiza sambucina), chiamata anche giglio sambucino, pur trattandosi a tutti gli effetti di un’orchidea. L’habitat ideale sono i prati aridi, ma si trova anche nelle radure e nei boschi soleggiati, dai 300 a 2.300 m. Ha un fusto sotterrano composto da due tuberi, divisi tra loro nella parte apicale in più lobi: questa risulta essere una caratteristica tipica del genere Dactylorhiza. Infatti l’etimologia di questo fiore deriva, per quanto riguarda il  ...

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Narciso selvatico (Narcissus poëticus)

Fra le fioriture più caratteristiche della primavera nell’area prealpina veneta rientrano a pieno titolo i prati di narciso selvatico (Narcissus poëticus). Si tratta di una pianta perenne, dotata di un bulbo sotterraneo, da cui ogni anno spunta un unico fiore bianco candido, con al centro una corona gialla bordata di rosso. Appartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae, piante molto vicine alle Liliaceae, la stessa che ricomprende anche il bucaneve (Galanthus nivalis) ed il campanellino (Leucojum  ...

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Elleboro erde (Helleborus viridis)

Fra i primi fiori della stagione che si possono vedere nei nostri boschi di collina, in genere fra febbraio ed aprile, c’è senz’altro l’elleboro verde (Helleborus viridis), specie appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae, e come quasi tutte le specie di tale famiglia possiede delle sostanze tossiche e velenose. In particolare l’elleboro contiene l’elleborina, un forte veleno cardiaco contenuto nel rizoma (una modificazione del fusto dei vegetali, sotterraneo e simile ad una radice, che ha lo scopo di incamerare sostanze di riserva) della piante, oltre  ...

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Erba trinità (Hepatica nobilis)

L’erba trinità (Hepatica nobilis) viene chiamata, come molte altre piante, anche con altri nomi, i più comuni dei quali sono anemone fegatella (che richiama il fegato, così come il nome latino del genere) o trifoglio epatico (trifoglio dalle foglie a 3 lobi, epatico per richiamare il fegato). Il nome latino del genere, Hepatica, deriva dal colore della pagina inferiore delle foglie, che ricorda quello del fegato. Il nome della specie, nobilis, sta per indicare che la specie è conosciuta, nota, in quanto anticamente si supponeva che potesse avere proprietà terapeutiche per il fegato  ...