Le Dolomiti raccontano

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Orchidea sambucina (Dactylorhiza sambucina)

Tra la metà di aprile ed i primi di luglio fiorisce, localmente in maniera abbondante, l’orchidea sambucina (Dactylorhiza sambucina), chiamata anche giglio sambucino, pur trattandosi a tutti gli effetti di un’orchidea. L’habitat ideale sono i prati aridi, ma si trova anche nelle radure e nei boschi soleggiati, dai 300 a 2.300 m. Ha un fusto sotterrano composto da due tuberi, divisi tra loro nella parte apicale in più lobi: questa risulta essere una caratteristica tipica del genere Dactylorhiza. Infatti l’etimologia di questo fiore deriva, per quanto riguarda il  ...

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Narciso selvatico (Narcissus poëticus)

Fra le fioriture più caratteristiche della primavera nell’area prealpina veneta rientrano a pieno titolo i prati di narciso selvatico (Narcissus poëticus). Si tratta di una pianta perenne, dotata di un bulbo sotterraneo, da cui ogni anno spunta un unico fiore bianco candido, con al centro una corona gialla bordata di rosso. Appartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae, piante molto vicine alle Liliaceae, la stessa che ricomprende anche il bucaneve (Galanthus nivalis) ed il campanellino (Leucojum  ...

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PIANTE VELENOSE DELLA FLORA ALPINA ITALIANA

La flora italiana è la più ricca in specie a livello europeo, grazie anche alla notevole diversità degli habitat presenti: fra le oltre 5500 specie presenti in Italia molte sono velenose (anche mortali) o tossiche per l’uomo, e diverse di queste le possiamo trovare negli ambienti collinari e di montagna che percorriamo quotidianamente. Il presente articolo non vuol essere un elenco completo di queste piante o una classifica di quali siano quelle più velenose (potete trovare molte altre informazioni sul web), ma riprendere quelle che più si incontrano durante le nostre escursioni e  ...

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LE PINGUICOLE: PIANTE CARNIVORE

Sin da piccolo fra le piante che mi interessavano di più vi erano quelle carnivore, e non attesi molto ad acquistarne alcune. Allora più di oggi quelle che si vendevano comunemente erano le dionee (chiamate anche venus o venere acchiappamosche: Dionaea muscipula), quella che lo stesso Charles Darwin soprannominò “la pianta più spettacolare del mondo” per i veloci movimenti di chiusura delle foglie ad intrappolare gli insetti di cui si ciba. Questa pianta è di origine americana, cosi come molte altre che oggi si trovano in commercio provengono da aree tropicali: esistono però  ...

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IL MAGGIOCIONDOLO ALPINO (Laburnum alpinum)

Una delle piante arboree delle nostre montagne che sicuramente ‘si fa notare’, specie nel momento della fioritura, che come dice il nome stesso inizia a maggio ma che continua fino a luglio a seconda della quota ed esposizione, è il maggiociondolo alpino (Laburnum alpinum). Normalmente viene chiamato solo con l’appellativo di maggiociondolo, ma occorre fare attenzione in quanto esistono due differenti specie: il maggiociondolo alpino, legato più agli ambienti montani e presente a quote comprese fra i 600 m ed i 1600 m circa, ed il  maggiociondolo (Laburnum anagyroides),  ...

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Nocciolo (Corylus avellana)

Il nocciolo (Corylus avellana) è uno dei più noti fra gli arbusti, forse più per la bontà dei suoi frutti che per l’aspetto della pianta in sé. E’ un arbusto legnoso alto in genere fino a 3-4 m, raramente di più, formato da un denso numero di rami eretti, che danno subito indicazione della forte capacità pollonifera di questa pianta. Infatti il nocciolo, come diverse altre piante latifoglie, ha la capacità di produrre polloni, cioè rami/fusti secondari che crescono dopo aver tagliato i rami principali o il fusto stesso. Molte delle piante pollonifere, proprio per questa loro  ...

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Elleboro erde (Helleborus viridis)

Fra i primi fiori della stagione che si possono vedere nei nostri boschi di collina, in genere fra febbraio ed aprile, c’è senz’altro l’elleboro verde (Helleborus viridis), specie appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae, e come quasi tutte le specie di tale famiglia possiede delle sostanze tossiche e velenose. In particolare l’elleboro contiene l’elleborina, un forte veleno cardiaco contenuto nel rizoma (una modificazione del fusto dei vegetali, sotterraneo e simile ad una radice, che ha lo scopo di incamerare sostanze di riserva) della piante, oltre  ...

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Erba trinità (Hepatica nobilis)

L’erba trinità (Hepatica nobilis) viene chiamata, come molte altre piante, anche con altri nomi, i più comuni dei quali sono anemone fegatella (che richiama il fegato, così come il nome latino del genere) o trifoglio epatico (trifoglio dalle foglie a 3 lobi, epatico per richiamare il fegato). Il nome latino del genere, Hepatica, deriva dal colore della pagina inferiore delle foglie, che ricorda quello del fegato. Il nome della specie, nobilis, sta per indicare che la specie è conosciuta, nota, in quanto anticamente si supponeva che potesse avere proprietà terapeutiche per il fegato  ...